Da una finestra del paese entrò la voce della radio
il cronista di guerra diceva che gli alleati erano sbarcati in Toscana
mio padre stava zappando il campo sentì la notizia e corse a casa
immaginando qualche cosa di bello
qualche cosa di bello che stava accadendo
Vicino c’era una famiglia di sfollati
arrivati da poco dalla piana o da più lontano
per cercare riparo nel bosco località Borgo a Mozzano
una zona a rischio vicino al fronte tedesco
una zona troppo a troppo a rischio vicino al fronte tedesco
Qualcuno dovrà andare giù ad avvisarli
si dissero la sera i miei parlottando con i nonni
così partirono mio padre e due dei miei fratelli
si misero un po’ di cose da mangiare sulle spalle
un po’ di vino e un paio di coperte
ed andarono via giù fino in fondo alla valle
ed andarono via giù fino in fondo alla valle
La guerra è una merda diceva mia nonna
seduta nella luce inzaccherata di pioggia
con il viso abbassato a parlare coi sassi
con il busto piegato da troppe botte dei fascisti
la guerra è una merda
la guerra è una merda ricordatelo sempre amore
se adesso non capisci
Ma io sapevo e capivo tutto
sapevo chi non avrei mai più rivisto
per un’ ultima volta la mia ultima volta
passai la notte in ginocchio a pregare Cristo
Il resto è storia che si legge nei libri
che ti fa diventare grande in un minuto quando la vivi
a Roma De Gasperi pensava già a come spartire l’Italia
ma tra di noi c’era una terra sconfinata fatta di lupi assetati e di miseria
Cercarono di passare il fiume in secca
quando i tedeschi fecero saltar la diga
l’acqua li travolse come una tempesta
l’acqua se li prese come una tempesta
Cosi amore camminiamo insieme
tutto questo è successo a noi poco tempo fa
guarda questi sassi e questo sole che splende
ricorda il vuoto del cuore e il giallo delle ginestre
passeremo il bosco al tramonto
attraverso foreste di pioppi d’argento
e quando sarai solo resterò a guardarti
disegnare storie magiche che ci riguardano
successe qui sul fiume ad un passo soltanto da noi

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